I sette criteri per tutelare e monitorare la salute

■ Non fumare
■ BMI <25 e giro vita <90 cm nell’uomo e <80 cm nella donna
(dieta sobria e povera di carboidrati)
   Health protection behaviours
■ Attività fisica regolare e appropriata
■ Assumere pesce 2 volte la settimana e frutta e verdura almeno 3 volte la settimana
■ Colesterolemia (senza trattamento) < 200 mg/dL
■ Glicemia a digiuno (senza trattamento) < 100 mg/dL
■ PA (senza trattamento) < 120/80 mmHg

Per calcolare i’Health Score cardiovascolare si assegna 0, 1 o 2 ai livelli basso, intermedio, ottimo, rispettivamente – Score totale normale = 10-14

Continua e si aggrava l’aggressione alla salute pubblica

Data la conoscenza che si ha sui danni provocati dal fumo di tabacco e i benefici della cessazione dal fumo è imbarazzante per la sanità rilevare che il fumo in Italia è in aumento soprattutto tra i ragazzi con età minore di 15 anni e tra le donne. I danni sono presto detti: in Italia si stima che a causa del fumo almeno 70.000 persone muoiano ogni anno prematuramente, che 30 volte tanto ammalino di una o più malattie croniche (oltre 2 milioni di persone che sviluppano malattie cardiovascolari, respiratorie, tumorali) e che i costi sanitari e sociali superino € 15 miliardi. Si tratta di una vera e propria epidemia che è espressione di un fallimento persistente della nostra società, che non riesce a contrastarla e che subisce senza sufficiente reazione la pressione dell’industria del tabacco e dei gruppi di interesse. Anche la stessa classe medica sembra abbastanza lontana dal problema, come se combattere questa epidemia fosse compito di qualcun altro. Ma l’immagine più penosa ci è venuta dal Governo centrale quando 2 anni fa abbiamo visto il Presidente del Consiglio partecipare alla posa della prima pietra e poi all’inaugurazione di uno stabilimento di una Multinazionale vicino a Bologna per la produzione di prodotti del tabacco. Il fatto che questi produttori investano enormi risorse per promuovere in modo occulto i loro prodotti e per bloccare qualunque iniziativa che contrasti il fumo è diventato un modello anche per altri produttori di altri prodotti che nuociono alla salute pubblica: TV e film non fanno che proporre fumo, alcol, alimenti nocivi alla salute, gioco d’azzardo, ecc. L’opinione pubblica e le Istituzioni preposte sembrano distratte e inerti. Ma tutti noi paghiamo un caro prezzo.

La sfida delle malattie croniche

Le malattie croniche sono in aumento. Esse infatti sono particolarmente legate all’invecchiamento della popolazione, che continua a crescere. Questo aumento comporta un aumento dei costi per la società, e il rischio è che diventi economicamente insostenibile. Questo fenomeno si associa ad un rapido aumento della popolazione mondiale, provocato dalla grande prolificità delle popolazioni più povere e quindi costrette anche a vivere in condizioni disagiate, che notoriamente peggiorano le condizioni di salute.

La salute è infatti legata a 3 tipi di fattori determinanti:
1. le cure erogate (la sanità delle cure)
2. i fattori modificabili (specie obesità, fumo, tipo di alimentazione, sedentarietà)
3. i determinanti socio-economici. Continue reading “La sfida delle malattie croniche”

Le Regioni e la Sanità

Il principale compito della Regione è il governo del Sistema Sanitario Regionale. Questo processo si compone di alcuni capitoli fondamentali, ossia:

1. definizione del fabbisogno di servizi sanitari e loro finanziamento all’interno delle disponibilità finanziarie della Regione e delle norme nazionali e regionali
2. accreditamento degli erogatori di servizi pubblici e privati, ossia di quelli che producono servizi per conto della Regione e sono da questa retribuiti
3. contratto di correttezza (compliance) con gli erogatori accreditati e loro responsabilizzazione su qualità dei servizi erogati e relativo costo
4. organizzazione e gestione del controllo regionale su quantità, qualità e costo dei servizi prestati dai singoli erogatori e definizione delle sanzioni da applicare in caso di infrazione degli accordi. Continue reading “Le Regioni e la Sanità”

Il Servizio Sanitario Nazionale compie 40 anni: come salvarlo e renderlo migliore

Alcuni esperti si stanno interrogando su come migliorare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano. Lodevole impegno, giacché esso offre notevoli vantaggi quali l’elevato gradimento della popolazione (criterio che dovrebbe essere sempre prioritario per i servizi pubblici), ma anche un accesso universale e un costo inferiore a quello di altri sistemi sanitari. Il SSN oggi è in difficoltà sia per motivi di sostenibilità economica (in quanto la spesa sanitaria tende a crescere a causa dell’invecchiamento della popolazione e del tumultuoso progresso tecnologico), sia per una serie di scelte organizzative che si sono succedute dal 1978 ad oggi e che non sempre sono risultate felici. Tra queste, a mio avviso, l’imposizione di esosi ticket sulle prestazioni (talora associati a criteri di esenzione per patologia sempre più ristretti), la diffusione di una libera professione intramoenia che offre servizi celeri a fronte di un pagamento, liste di attesa eccessivamente lunghe per alcune prestazioni (e quindi razionamento), difformità tra le diverse aree del Paese per qualità, quantità e costo delle prestazioni sanitarie erogate, modelli di assistenza socio-sanitaria alla cronicità spesso inadeguati, disattenzione grave alla valorizzazione del merito dei medici e del restante personale che opera in sanità. Il personale medico in particolare è stato marginalizzato e sottoordinato a personale amministrativo che troppo spesso segue solo logiche contabili con danni enormi per i pazienti, per il personale sanitario e talora per la stessa efficienza. La valorizzazione del merito è quasi scomparsa in sanità dove l’appiattimento è molto marcato, il burn out del personale cresce, diminuiscono qualità ed efficienza e con esse l’attenzione e l’empatia per i malati. Non è facile risalire la china in un simile momento. Io credo che il bandolo della matassa potrebbe trovarsi nel rapporto imperfetto tra lo Stato Centrale e le Regioni, che potrebbe utilmente essere riconsiderato. Non propongo, si badi bene, di mettere in discussione la Costituzione o i poteri regionali, ma solo di chiarire meglio e insieme i rispettivi ruoli, con vantaggi per entrambi. Lo Stato Centrale è responsabile del diritto alla salute dei cittadini (art. 32 della Costituzione) e deve quindi stabilire i principi che consentono ad ogni italiano di godere degli stessi diritti ovunque si trovi. Lo Stato dovrebbe pertanto disegnare il sistema, i suoi limiti di oscillazione e gli standard di quantità, qualità e costo dei principali servizi erogati, impostando anche un sistema di verifica sui risultati ottenuti nel Paese e le eventuali azioni correttive e sostitutive. Continue reading “Il Servizio Sanitario Nazionale compie 40 anni: come salvarlo e renderlo migliore”

Che fare in Sanità oggi per domani

Alla luce delle conoscenze acquisite soprattutto dal 2000 in poi, credo dobbiamo ripensare il Servizio Sanitario Nazionale per adeguarlo e meglio finalizzare le risorse.
Il primo concetto che dobbiamo assimilare è che la salute dipende dai Servizi Sanitari solo per un 20-30%. La rimanente quota è costituita in minor parte dalla genetica e per un buon 50% dagli stili di vita di ogni persona, dalle sue condizioni socio-economiche e dalla qualità dell’ambiente in cui vive, segnatamente dalla qualità dell’aria, dell’acqua e degli alimenti di cui si nutre. Mentre per gli stili di vita (fumo, peso corporeo, movimento muscolare, alcol e droghe, incidenti) la responsabilità è condivisa tra il cittadino e lo Stato, per gli altri fattori la responsabilità principale è dello Stato, che ha il dovere di intervenire per rimuovere gli agenti che nuociono alla salute della popolazione.
Se così stanno le cose, è necessario che il Governo Centrale, in accordo con le Regioni e le comunità locali, si faccia carico di compiti e poteri tali da fronteggiare meglio le situazioni , e precisamente: Continue reading “Che fare in Sanità oggi per domani”

Meglio non bere alcolici

L’industria degli alcolici continua a mantenere viva la favola che l’alcol in piccola dose è utile per la salute. Non è così. Gli studi anche recenti dimostrano che l’assunzione di alcolici è sempre nociva, qualunque sia la quantità ingerita.

Braillou A, Wilson M. Does alcohol really have health benefits?
BMJ 2018;362:k3888.

Il nostro Servizio Sanitario Nazionale va adeguato

Il nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha fatto una soddisfacente performance fino ad un recente passato*, ma oggi va migliorato perché presenta difetti che appartengono a due categorie:
1) Quelli generati nel tempo da rimaneggiamenti
2) Quelli generati da cambiamenti intervenuti negli utenti e nelle conoscenze.

1. Tra i primi i più gravi sono:
a) le differenze tra varie aree del Paese in termini di quantità, qualità e costo dei servizi erogati che configurano diversità nel diritto alla salute tra i cittadini di varie aree (anticostituzionale);
b) le diversità tra chi può pagare per ridurre l’attesa dei servizi e chi non può;
c) la libera professione e i ticket che rendono i servizi non più gratuiti al punto di erogazione (la vogliono i medici e la struttura).

2. Tra i secondi: 
a) mancanza di un chronic care model ben studiato e applicato in tutte le aree del Paese;
b) mancanza di continuità di cura e integrazione socio – sanitaria e territorio – ospedale;
c) difficile sostenibilità del Sistema senza prevenzione efficace a basso costo (intervento dominante secondo Pryor K. and Volpp K., New Engl J Med 378, 1761 – 63, 2018) e senza tener conto dei determinanti sociali di salute in un contesto di Medicina di Iniziativa (cioè proattiva) e non di attesa;
d) mancanza di aggiornamento e motivazione per personale.
Penso che un ottimo strumento da utilizzare per la motivazione del personale sia una carriera molto articolata costruita sul merito (produttività, attività di ricerca, qualità del lavoro, capacità di relazione con pazienti, colleghi e sistema con valorizzazione del binomio potere – responsabilità). Alcuni strumenti del passato possono essere ripresi: libera docenza, lavoro volontario riconosciuto, ecc. Per l’aggiornamento si potrebbe ricorrere a una forma di CPD autogestito e inizialmente volontario con gestione di un portfolio della conoscenza e sua valutazione quinquennale per la rivalidazione professionale a cura in un Ente terzo indipendente e a spese dell’interessato. Continue reading “Il nostro Servizio Sanitario Nazionale va adeguato”

Messaggi raccolti

“Deboli di Costituzione” di Luigi Mazzella
Mondadori Ed. 2014

La Costituzione italiana è stata redatta in un momento storico nel quale prevaleva la pressione del Partito Comunista, assai lontano da principi liberali. Si sente lo spirito dell’egualitarismo, la limitazione della sfera del privato, lo Statalismo (art. 42 la proprietà privata con funzione sociale!), il regionalismo spiccato (art. 117 come modificato nel 2001, e poi legge Bassanini). La competenza per turismo, sanità, scuola passa alle Regioni e lo Stato Centrale si ritira ed esce di scena.
Tutto ciò discende dalla ubriacatura degli Italiani. L’Italia è infatti il Paese delle grandi ubriacature. Vediamo alcuni aspetti: Continue reading “Messaggi raccolti”